BIG BANG
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Pubblicato il: 8 aprile 2018

QUADRELLE ’18. E’ una campagna elettorale o una resa dei conti?

  
  

Mai, purtroppo, così in basso. Sarà la frenesia per cercare di dare subito una nuova immagine al comune, sarà la mancanza, in questa fase, di riferimenti dopo la conclusione del precedente ciclo amministrativo, fatto sta che Quadrelle, in questo momento, sta fornendo un’immagine completamente controproducente rispetto alle potenzialità di cui dispone e alle stesse competenze e capacità dei vari proponenti per ambire all’inizio di una nuova fase della storia politico amministrativa.

Dimensione reale cercasi di un piccolo paese in questo momento sulla strada della deriva. Tutti con la testa alle elezioni, tutti contro tutti. Una situazione all’insegna dell’alta tensione, in un clima rocambolescamente infernale, nessuno, appunto, la ricorda. A due mesi dal voto la situazione non è quella delle migliori dal punto. Innumerevoli le scintille che si stanno generando in vari tessuti (personali, politici, amministrativi, sociali e culturali su tutti) del paese. Diversi i focolai in più contesti accesi. Tutti pronti a recitare un ruolo in quella che sembra apparire più come una resa dei conti piuttosto che un’occasione di rilancio del paese. Nell’era più delicata per garantire una degna sopravvivenza ad un ente comunale che si affanna non poco per vivacchiare tra tagli dei governi e servizi da garantire, dove il ricoprire una carica pubblica rappresenta sempre più un onere che un onore, ci si aspettava un clima disteso, basato sul reciproco rispetto (che già oggi sembra essere uno spettatore inesistente) e soprattutto su un confronto pacato, civile e permanente pronto a dettare, animare e caratterizzare le varie fasi della campagna elettorale. Invece si sta sprofondando. Ben vengano le divergenze sui programmi, le opposte visioni rispetto ad una scelta piuttosto che un’altra, ma i primi piatti che stanno animando uno spettacolo poco gradevole da qualche giorno a questa parte sono davvero difficile da digerire e rischiano di generare ulteriori mal di pancia tra la popolazione.

La situazione, insomma, è già sfuggita di mano. Proseguire di questo passo, in una campagna elettorale più denigratoria e mirata a danneggiare lo status dell’avversario, piuttosto che sulle prospettive del paese, conferma che tutti gli attori in causa hanno imboccato, probabilmente, i binari sbagliati del percorso.

La situazione, oggi, non aiuta di certo. Ci saremmo attesi discussioni, anche accese, del come garantire i servizi al popolo, di come provare ad alleggerire il salasso di Irpiniambiente, di come provare a recuperare strutture importanti abbandonate o mal tenute (vedi il Santiago Bernabeu e l’annesso centro sportivo, o ancora l’immobile sede della Comunità Montana finito all’asta per cercare di ripianare i conti), di come valorizzare lo sport, di come dare un’azione al centro storico, di come mobilitarsi rispetto all’eventuale sconfitta in Cassazione per la vicenda dell’area Peep, di trovare una strategia per il Pip, di come porre il freno a quell’emigrazione che lascia sempre più stanze vuote nelle abitazioni, di come salvaguardare quel piccolo nucleo di commercianti che provano a sfidare tutto e tutti in un contesto praticamente a pezzi, di come impostare una strategia volta ad attingere ai fondi europei. Invece fino ad oggi ci si sta provando a distruggere tutto e tutti, anche quelle piccole fondamenta. Con segnali inquietanti dove tutti hanno dimenticato che l’occasione della campagna elettorale dovrebbe rappresentare la vera occasione per imbastire opzioni concrete e programmatiche per dare nuova linfa al paese.

Continuando di questo passo all’appello mancherebbero solo lo sfascio del comitato festa e dell’associazione Quadrelle, forse gli ultimi baluardi di quel contesto sociale lacerato. Non resta che attendere un abbassamento dei toni.

  
  

  
  
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