BIG BANG
BIG BANG

Pubblicato il: 25 marzo 2018

PRO VERCELLI-AVELLINO 0-0. Al “Piola” festival della mediocrità

  
  

PRO VERCELLI-AVELLINO 0-0

PRO VERCELLI (3-5-2): Pigliacelli; Alcibiade, Gozzi, Bergamelli; Ghiglione (19′ st Bifulco), Germano, Vives, Castiglia, Mammarella; Morra (40′ st Raicevic), Reginaldo (25′ st Kanoute).
A disp.: Gilardi, Berra, Altobelli, Rovini, Paghera, Gatto, Ivan, Pugliese, Jidayi.
Allenatore: Grassadonia.

AVELLINO (3-5-2): Lezzerini; Kresic, Morero (36′ st Pecorini), Ngawa; Laverone, Gavazzi (15′ pt De Risio), Di Tacchio, Molina, Falasco (15′ st Cabezas); Castaldo, Ardemagni.
A disp.: Casadei, Marchizza, Migliorini, Vajushi, D’Angelo, Rizzato, Wilmots.
Allenatore: Novellino.

Arbitro: Di Martino di Teramo.

Ammonizioni: Kresic, Bergamelli.

di Leo M. Pecorelli

Festival della mediocrità, in quel di Vercelli. Al “Silvio Piola” termina zero a zero tra Pro Vercelli e Avellino. Sfida salvezza che rispetta le aspettative: poco spettacolo in campo e due compagini prive di idee, d’estetica e di concretezza. Meglio gli uomini di Grassadonia, che, nonostante i limiti, hanno combattuto, lottato e osato maggiormente rispetto ai biancoverdi, rintanati nella propria metà campo per quasi tutto il match. Mentalità difensiva ed estremamente rinunciataria, quella degli irpini, che in una gara fondamentale per le sorti della salvezza, hanno preferito accontentarsi, contenendo i frequenti attacchi degli avversari. Ottenere punteggio pieno non sarebbe stato impossibile. Bastava provarci. Ma, si sa, ogni squadra rispecchia la mentalità del proprio allenatore. E dopo il pareggio casalingo, contro il Pescara, arriva un altro punto, che non sembra soddisfare a pieno gli irpini. I play-out ora distano due punti, con una partita da recuperare, contro il Bari. Continua a preoccupare, però, la situazione in casa Avellino. Una rosa che, nonostante la mancanza di gioco, risulta priva di cattiveria agonistica, condizione fisica, carattere e aggressività. Il calendario, da ora fino alla fine del campionato, non sarà certamente abbordabile per gli irpini. Dunque, necessiterà un radicale cambio di mentalità. Almeno, per cercare di mantenere la categoria.

  
  

  
  
>